“La stanza di Wanda”. Questo il titolo scelto da Ernesto Armati per presentare il nostro filmato istituzionale. In un primo momento mi era sembrato troppo personalizzato e avrei voluto che, Ernesto, avesse trovato un titolo che non parlasse di me direttamente. Poi ho visionato il filmato montato, l’ho visionato una prima volta, poi ancora e ancora e mi sono resa conto che  quel titolo rappresentava tutto; che in realtà era rivolto a qualcosa di infinito. Una stanza senza pareti, così grande da contenere tutto ciò che era rappresentato e che quella stanza era così immensa da oltrepassare i confini.

Tanti volti, tante persone. Le persone che vi operano e le persone che ne usufruiscono. Ci sono Chiara ed Emanuele che passeggiano come vecchi amici; le mani di Giulia intimorita dal primo incontro con noi dell’associazione; ci sono i volti dei miei “nipoti” acquisiti che mi sono tanto cari come se fossero veramente i miei; ci sono i volti dei volontari e dei familiari; dei malati e dei medici. Quello che vedo, oltre i confini, è l’emozione che si prova nell’incrociare un volto perso nella tristezza e nella speranza. Ma ancora l’amicizia, il rispetto, il volersi bene. Voler bene a me che sono entrata in punta di piedi in un mondo a me sconosciuto e, grazie ad Aurelio, lo ha fatto diventare il mio unico punto di riferimento.

“La stanza di Wanda” è un mondo fatto di persone e sentimenti che non potranno mai scindersi perché sono una cosa sola.

 

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