a tutti coloro che vogliono scrivere le
proprie esperienze, lo stato d'animo le
paure e magari confrontarsi con altri
che hanno lo stesso problema, se si vuole
si può restare anonimi altrimenti si può
inserire il proprio indirizzo Email, scrivere
a: Aurelio
ed inserire come oggetto, Lettere.
23.11.2000
Ho avuto la sfortuna d'avere questa malattia
nella mia famiglia da parte di mia madre
che ho perso nel 1989. Erano anni in cui
si sapeva molto poco sulla malattia e
di conseguenza la si curava molto male,
principalmente riempiendo di sonniferi
le persone malate. Ho 30 anni ed ho fatto
il test che fortunatamente e' risultato
favorevole e quindi fuori pericolo d'ammalarmi.
Io vivo lontano da Roma ed ho trovato
i numeri della dottoressa Jacopini e Frontali
del CNR di Roma grazie al sito dell'associazione.
Bene, la mia e-mail vuol'essere rivolta
principalmente a chi sta' pensando di
fare il test sulla malattia e soprattutto
se questa persona vive fuori Roma il mio
consiglio , dopo la mia esperienza personale,è
quella di affidarsi a centri con lunga
esperienza e in cui vengono curati sia
gli aspetti di laboratorio che quelli
psicologici di questa esperienza perché
fare le cose in fretta non è affatto un
vantaggio per chi è a rischio, visto che
la "genetica" e' la medicina che oggi
va di moda in questo momento e data l'importanza
del test e' indispensabile farlo in un
centro super collaudato magari affrontando
anche un viaggio lungo ma avendo la sicurezza
di avere delle risposte sicure.
Ferruccio
Roma
25.07.1999
Mi
chiamo Aurelio e gestisco il Sito, anche
io come la maggior parte di voi sono parte
in causa visto che mia moglie è malata
di Corea di Huntington, io ho 32 anni
mentre mia moglie ne ha 28, abbiamo
una bambina di 5 anni, e siamo di Roma,
circa un anno fa mia moglie si è sottoposta
ad una visita specialistica presso l'Istituto
di Neurologia,Università Cattolica del
sacro Cuore di Roma, dove ci hanno confermato
che ha la COREA, la mamma di
moglie è anch'essa malata. Dopo un primo
momento di smarrimento ci siamo ripresi
anche grazie alla Dott.
Jacopini che ci ha dato una grossa
mano ad affrontare il problema. Ora mia
moglie sta molto meglio sia a livello
psicologico che fisico, anche lei fa parte
del progetto
di ricerca sulla riabilitazione che
si svolge a Trasacco presso la clinica
Nova Salus. A mio avviso una cosa è molto
importante ed è quella che fin quando
è possibile si deve continuare a fare
la vita di sempre, non bisogna isolarsi
o ancor peggio vergognarsi. Ho messo a
disposizione questo spazio per coloro
che si sentono soli o che non hanno il
coraggio di parlarne con nessuno. Ci si
può confrontare, conoscere altre persone
con lo stesso problema, scambiarsi esperienze
o solo sfogarsi, se si vuole si può lasciare
la propria email o magari creare una sorta
di Mailng List.
Aurelio
|
Sono
Daniela Cairoli, nata a Saronno
(in provincia di Varese) 10 marzo
del 1967 evivo a Rovello
Porro. Adolescente scrivevo le
poesie, racconti fantasiosi e
disegnavo; poi la voglia di viaggiare
mi ha portato a visitare l'Europa.
a 23 anni ho cominciato ad avere
problemi di salute, a chiudermi
in me stessa vivendo anni bui.
nel settembre del 1996 o passato
le vacanze a Pietra Ligure con
il Gruppo Volontari Sostegno Persona
di Ruzzano e li,
stimolata da un amico, ho riscoperto
la stima di me stessa, ho ripreso
a scrivere poesie e racconti e
ad esternare, in questo modo,
le mie sensazioni. In questo libro
ho voluto raccogliere tutto ciò
che ho provato in questi due anni.
Daniela
Cairoli
LEGGI
ALCUNE POESIE DI DANIELA
|
RAVENNA.
05 agosto 1999
Mi chiamo Laura ho 37 anni risiedo in
provincia di Ravenna.
Non sono sposata, sono l'ultima di 3 fratelli
e convivo con la mamma di 71 anni ammalata
da tempo di Corea di Huntington.
Abbiamo scoperto la malattia della mamma
nel 1993, anche se i sintomi sono iniziati
molto prima ed alcuni suoi fratelli l'avevano
con certezza avuta, ma non ben identificata.
Qua' in Romagna non esistono ne' associazioni
ne' centri specializzati per la Corea,
gli stessi medici o neurologi che a suo
tempo abbiamo contattato, li abbiamo sempre
trovati un po' titubanti ed impreparati.
Ci siamo quindi rivolti al C.N.R. a Roma
dalla d.ssa JACOPINI, che a suo tempo
ci ha aiutato psicologicamente, e tuttora
e' sempre disponibile per qualsiasi problema,
e la d.ssa Frontali che ci spiego' la
malattia. Inoltre veniamo a ROMA
al "GEMELLI" per i controlli
dalla d.ssa BENTIVOGLIO. Anche noi lo
scorso anno siamo stati a TRASACCO alla
clinica "NOVA SALUS",
purtroppo un po' per il caldo torrido
di quel periodo, un po' per la scarsa
collaborazione della mamma non
abbiamo ottenuto nessun risultato. Ora
più' che mai credo che si possa
fare ben poco.
Ho trovato per caso questo sito in un
momento di sconforto, in quanto oltre
a questa malattia, la mamma il 6 giugno
e' caduta per l'ennesima volta, e si
e' rotta il femore. Dopo l'intervento
ed il riposo al momento di rimetterla
in piedi ci hanno detto che probabilmente
non riprendera' più a camminare autonomamente,
ora e' su una sedia a rotelle in ospedale,
si sta provando con la riabilitazione,
ma quando proviamo a farla camminare bisogna
sempre sostenerla con forza, perché' ogni
2 passi ne fa uno a vuoto. Lei non è ancora
consapevole che forse non sarà più autonoma,
ogni tanto dice che vuole alzarsi da sola!
Premetto che con il passare degli anni,
ha avuto un degrado fisico notevole, negli
ultimi
6/7 mesi ancor più accentuato, un dimagrimento
continuo nonostante l'appetito non gli
sia mai mancato, penso che negli ultimi
7/8 anni abbia perso circa 15 kg., comincia
ad avere difficoltà' nella deglutizione.
L'equilibrio era sempre più' precario
anche prima della caduta, essendo notevolmente
aumentati i movimenti involontari.
I primi tempi della scoperta, sono stati
un po' tragici per tutta la mia famiglia,
chi non ha vissuto certe esperienze non
può immaginare. Hai dei momenti di disorientamento
totale, poi per forza di cose te ne devi
fare una ragione per il bene tuo e del
tuo famigliare malato.
Ho di seguito vissuto gli anni a venire
(abbastanza) serenamente fino a qualche
mese fa', (...anche se a volte un piccolo
movimento o gesto, ti porta a pensare..)
ma pur essendo consapevole di tutto, mi
sono sempre fatta forza, soprattutto nei
confronti della mamma. Sappiamo benissimo
noi figli di avere una possibilita' su
due di avere la malattia, non abbiamo
voluto fare il "test predittivo"
, non ce la siamo sentita. Io, come
pure i miei fratelli, abbiamo pensato
che e' meglio vivere nel dubbio che nella
certezza,per adesso...
I miei fratelli, da fuori casa hanno risentito
di più di questa situazione, vedevano
il peggioramento della mamma, mentre io
lo minimizzavo. Loro sono sposati ed hanno
figli e quindi preoccupazioni maggiori.
Io forse mi sforzavo di pensarci
meno, dovevo in qualche modo pensare ad
accudire lei con tutto l'amore
e l'affetto possibile, proprio come una
bambina. Perché oggi come oggi sembra
proprio una bambina bisognosa di affetto
e di coccole e noi facciamo il possibile
per dargliene...
Fino a qualche tempo fa' non se ne rendeva
conto, pensava di avere dei tremori agli
arti e basta. Ora che il suo fisico e'
notevolmente debilitato ed anche le capacita'
cognitive sono un po' deficitarie, continua
a ripetere a noi familiari che "ha
la malattia dei suoi fratelli !!"
Questa consapevolezza la fa demoralizzare
e piangere, e fa stare male anche a noi.
Certo la mamma non e' piu' giovanissima,
a volte penso che dovrei rassegnarmi,
ma giuro che vedere che si sta piano piano
spegnendo, mi fa stare molto male e il
non poter far niente nei confronti di
questa malattia mi fa stare ancora peggio.
In poche parole ora non riesco a farmene
una ragione!
Apprezzo molto l'iniziativa di Aurelio,
e soprattutto la forza ed il coraggio
con cui si prodiga nei confronti della
giovane moglie, scambiarci le reciproche
esperienze può essere di aiuto a tutti.
Auguro a lui, alla sua famiglia ed a tutti
coloro che entreranno in questo sito...
un mondo di auguri.
Laura