Per le persone che affrontano la Malattia di Huntington ed altre devastanti, incurabili patologie, il desiderio potente di una cura può evocare l’immagine di uno scienziato euforico che sbuca fuori da un laboratorio esclamando “Eureka!”

E’ tuttavia improbabile che un trattamento per la MH emergerà in questo modo.

Spesso fraintendiamo il progresso scientifico, come spiega in un saggio del 16 maggio 2015, edizione del The New York Times, l’illustre fisico Leonard Mlodinow, Dottore di ricerca.

“Perché riduciamo le grandi scoperte a miti della rivelazione?” recitava il sottotitolo dell’articolo online del dottor Mlodinow, che si intitolava “In effetti, è scienza missilistica”

“Le storie mitiche che raccontiamo sui nostri eroi sono sempre più romantiche e spesso più gradevoli della verità”, scrive il dottor Mlodinow. “Ma, per lo meno nella scienza, sono distruttive, in quanto promuovono false concezioni dell’evoluzione del pensiero scientifico.”

Da  Isaac Newton  a  Charles Darwin a Stephen Hawking, abbiamo semplificato al massimo il processo di scoperta, spiega il dottor Mlodinow. Piuttosto che i momenti eureka resi popolari nei libri e nei media – come la mela che cade sulla testa di Newton – le scoperte di questi scienziati hanno richiesto anni di duro lavoro e la messa in discussione delle ipotesi stesse, comprese le loro.

In tal modo, il dottor Mlodinow ci ricorda che le innovazioni derivano dall’accumulo di molti momenti di scoperta di scienziati del passato e del presente.

Egli sottolinea, quindi, un punto cruciale per la comunità della Malattia di Huntington: trovare trattamenti comporterà necessariamente uno sforzo collettivo da parte di scienziati e volontari in studi di ricerca e sperimentazioni cliniche.

“Anche se non siamo scienziati, ogni giorno siamo chiamati a formulare giudizi e prendere decisioni su questioni tecniche come vaccinazioni, investimenti finanziari, integratori alimentari e, naturalmente, il riscaldamento globale,” sottolinea il dott Mlodinow. “I miti possono indurre qualcuno a credere che ci sia un percorso più facile, dove non sia necessario un lavoro così duro.”

Noi della comunità MH dobbiamo tutti dare il nostro contributo nella ricerca di trattamenti.

Un momento eureka sgonfiato

Essendo un portatore della mortale mutazione MH che ha visto la propria madre soccombere alla malattia, a volte sono caduto preda del seducente scenario descritto dal dottor Mlodinow, e ho agito così anche in questo blog.

Quattro anni fa, in questo mese, ero così entusiasta del progresso verso un rimedio da parte dell’Alnylam Pharmaceuticals che ho postato una mia foto mentre tenevo in mano un composto Alnylam progettato per attaccare la MH alle sue radici genetiche. Ho scritto che il composto, “la cura potenziale nella mia mano”, sembrava magico.

Forse ero stato troppo sicuro in merito al progetto dell’Alnylam

In collaborazione con i suoi partner Medtronic  e  CHDI Foundation, Inc., l’organizzazione biotecnologica virtuale no-profit focalizzata sui trattamenti per MH, Alnylam nel 2012 stava pianificando di richiedere l’autorizzazione per iniziare una sperimentazione clinica.

All’inizio del 2012, tuttavia, Alnylam ha tagliato un terzo della sua forza lavoro al fine di ridurre i costi. Nel maggio di quello stesso anno, meno di un anno dopo la mia visita nel 2011, l’azienda ha cambiato la sua strategia imprenditoriale. Ha declassato il progetto MH e licenziato il direttore scientifico incaricato.

Alnylam ha scelto, invece, di concentrarsi su progetti meno complessi – e forse più redditizi – per trovare farmaci per altre patologie. Alnylam ha trasferito a Medtronic la responsabilità per testare il composto in una sperimentazione clinica sull’uomo.

Ad oggi, Medtronic non ha annunciato piani per una sperimentazione clinica umana del composto di Alnylam.

“Medtronic ritiene che il programma farmaco-dispositivo siRNA [silenziamento genico] continui a rappresentare un’interessante opportunità di combinare una strategia terapeutica innovativa con la tecnologia all’avanguardia del dispositivo di somministrazione del farmaco per la Malattia di Huntington” ha risposto in un’email il dottore di ricerca Jack Lemmon, un Program manager della Medtronic, alla mia richiesta di un aggiornamento sul progetto. “Il lavoro preclinico ha generato risultati promettenti; il programma di ricerca terapeutica, tuttavia, è stato sospeso dal 2013 finché non potranno essere instaurate collaborazioni che ci permetteranno di sostenere la ricerca. In questo momento è prematuro discutere di tempi, ma speriamo di continuare a lavorare per trovare una cura per questa malattia neurodegenerativa devastante”.

Tiri in porta

Sono preoccupato che il progetto corra il rischio di entrare in un limbo non inconsueto, che un ex direttore dei National Institutes of Health chiama la “valle della morte”, la sempre più difficile transizione da laboratori a studi clinici.

Elaborare il composto Alnylam ha comportato un investimento significativo di tempo, denaro e competenze. Nei miei lunghi colloqui con gli scienziati di Alnylam nel 2011, e anche in una videoconferenza con alcuni di quegli stessi ricercatori dopo l’annuncio dei tagli del 2012, essi hanno espresso entusiasmo per la promessa del composto.

Il composto Alnylam potrebbe – o non potrebbe – in ultima analisi, avere un ruolo nella ricerca di trattamenti.

Senza il composto Alnylam, la comunità MH avrebbe un tiro in porta in meno nel cruciale campo del silenziamento genico.

Sono deluso per la mancanza di azione – e il minor progresso – per quanto riguarda il composto Alnylam.

Fortunatamente per la comunità MH, si prevede che uno di quei tiri avverrà quest’anno: Isis Pharmaceuticals, Inc. e Roche inizieranno una storica sperimentazione clinica di silenziamento genico utilizzando un diverso tipo di tecnologia farmaceutica. Anche altre aziende ed altri laboratori sono concentrati sullo sviluppo di approcci di silenziamento genico per MH.

Il progetto Alnylam non ha soddisfatto le aspettative di molti all’interno della comunità. Essa, tuttavia, ha fornito dati preziosi di cui possono servirsi altri ricercatori. Sono grato per i contributi di Alnylam alla ricerca di trattamenti, e sto incrociando le dita affinché Medtronic possa riprendere il progetto.

Riconosco, infatti, che il percorso verso i trattamenti non è facile. E non è nemmeno dritto.

Un esempio di un esito potenzialmente fortuito della decisione Alnylam: il direttore del progetto MH, Dinah Sah, che è stato licenziato, ora lavora come vice presidente senior di neuroscienze per Voyager Therapeutics, una delle nuove società che sta esplorando il silenziamento genico per MH .

Una strada asfaltata con la cooperazione

L’entusiasmo è fondamentale, ma deve essere mitigato dal riconoscimento che gli scienziati hanno bisogno di tempo – e denaro – per testare ipotesi.

Ci sono voluti circa due decenni per scoprire il gene huntingtina. Al momento di questa svolta nel 1993, le persone della comunità MH hanno festeggiato.

Giustamente, la speranza per i trattamenti è aumentata notevolmente.

Da allora, centinaia di ricercatori di tutto il globo hanno pubblicato migliaia di articoli scientifici sulla MH. Lungo la strada hanno individuato centinaia di potenziali bersagli farmacologici MH (percorsi biologici).

Dagli anni ’70 fino ad oggi, migliaia di individui provenienti da famiglie colpite da MH hanno partecipato a studi di ricerca e, più recentemente, a un numero crescente di sperimentazioni cliniche.

Mentre molti di noi sono delusi che non siano emersi trattamenti definitivi, dobbiamo riconoscere che l’enorme mole di lavoro scientifico per quanto riguarda MH dovrebbe contribuire – forse in modi che nessuno conosce ancora – al progresso futuro.

La strada per i trattamenti è asfaltata con la cooperazione, e con il riconoscimento del fatto che più farmaci potrebbero essere necessari per gestire questa malattia genetica complessa. (Gli scienziati, perciò, non dicono “cura” quando si parla di MH).

Qualcosa di più grande di noi stessi

La nostra società venera singoli “eroi”.

Nella lotta per sconfiggere la MH, tuttavia, ogni partecipante contribuisce con i suoi talenti e le sue risorse: donazioni finanziarie, competenze scientifiche, assistenza e dedizione quotidiana alla causa.

In questo impegno a lungo termine, ci sforziamo per il benessere di coloro che sono al di là di noi stessi: i bambini che non hanno ancora sviluppato i sintomi, le future generazioni di famiglie MH e altre comunità di malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, e molte patologie ancora più rare della MH come l’atrofia dentatorubral-pallidoluysian conosciuta come DRPLA.

Per il momento, terrò la mia foto del profilo Facebook come un simbolo di speranza governata dalla prudenza.

Sì, sconfiggere la MH è una scienza missilistica. Quando, collettivamente, avremo completato quel razzo, ci potremo viaggiare tutti insieme.

Articolo Originale 

Fonte: At Risk for Huntington’s Disease

 

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